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Prevenire e gestire insieme l’insabbiamento dei porti

03 ottobre 2016

Piombino, Savona, Tolone: tre porti molto diversi tra loro e tre cruciali poli economici. Dal porto di Piombino passano ogni anno circa 9 milioni di tonnellate di merci e 4 milioni di passeggeri (dati Assoporti). Le materie prime per le industrie siderurgiche del territorio arrivano qui, e qui sono concentrati i collegamenti turistici con l'isola d'Elba (ma anche con la Sardegna, la Corsica e Pianosa).

Il porto ligure di Savona-Vado movimenta ogni anno circa 14,2 milioni di tonnellate di merce e oltre un milione di passeggeri. E' tra i primi 5 porti italiani per le crociere e questo settore continua a crescere (dati Assoporti).

Tolone, nella regione francese della Provence-Cȏte d'Azur, è una storica base navale militare. E' anche però tra i primi porti francesi per traffico passeggeri, soprattutto con la Corsica, con circa un milione e mezzo di viaggiatori all'anno. Anche questo approdo negli ultimi anni ha visto crescere in modo esponenziale il settore delle crociere (oltre 350 mila nel 2012, secondo i dati del Comune di Tolone).

Con la presenza sempre più massiccia di grandi navi in queste aree portuali, è diventato ancora più importante garantire costantemente approdi profondi e sicuri. Bisogna quindi trovare nuovi metodi per monitorare e contrastare il fenomeno dell’ insabbiamento, che minaccia tutti i porti a causa delle correnti marine e fluviali, delle maree, del traffico marittimo. Questo processo di spostamento, accumulo e deposito dei detriti può mettere a rischio la sicurezza della movimentazione ed è frequentemente circoscritto con costosi dragaggi.

Per contribuire a fronteggiare il fenomeno, interverrà presto uno dei progetti che saranno finanziati dal Programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020 nel quadro del primo Avviso: il progetto GRAMAS. Con l'Autorità Portuale di Piombino come capofila, questo progetto ha l'obiettivo di creare nell'arco di tre anni un sistema di monitoraggio comune della batimetria dei tre porti citati, per approntare efficaci azioni di prevenzione. Grazie a un sistema sperimentale che prevede l’installazione subacquea di sensori e stazioni meteo-grafiche, saranno prodotte mappe 3D dei fondali costantemente aggiornate, tenendo conto dell’impatto delle maree. Nascerà una rete transfrontaliera di approdi che condividono una comune metodologia sperimentale di monitoraggio, che potrà essere utilizzata in futuro in altre aree.

Un altro progetto, SE.D.RI.PORT (Sedimenti, dragaggi, rischi portuali), avrà l’obiettivo di identificare strategie comuni per prevenire, contrastare e gestire gli effetti negativi dell’insabbiamento dei porti. Con la Regione Autonoma della Sardegna come capofila, il progetto farà emergere delle linee guida per gestire problemi comuni come il riutilizzo e il trattamento dei sedimenti dragati, favorendo lo scambio di conoscenze tra organismi specializzati francesi e italiani. Verrà data continuità ai progetti del Programma Marittimo 2007-2013 (MOMAR, SICOMAR e RES-MAR) e si svilupperà una sinergia con un altro progetto appena approvato, SEDITERRA.

Quest’ultimo progetto, con il Dipartimento del Var come capofila, avrà l’obiettivo di individuare per l’area di cooperazione un modello per gestire i sedimenti dragati. Quando viene effettuato un dragaggio, infatti, si asportano detriti carichi di inquinanti. Si tratta perlopiù di residui dell’attività industriale, che devono essere analizzati e smaltiti correttamente, per non contaminare altre aree. Si tratta di procedimenti molto dispendiosi, regolamentati sia in Francia che in Italia da un quadro legislativo frammentario, nonostante siano cruciali per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Il progetto SEDITERRA contribuirà a dare una risposta.

 

Per saperne di più: marittimo1420@regione.toscana.it