ADAPTWISE a "inVulnerabilia 2026" con Anci Liguria

Dal 20 al 22 maggio 2026, il Palazzo della Borsa di Genova si è trasformato in un crocevia di idee grazie a inVulnerabilia 2026 - Per una cultura della vulnerabilità. L'evento, promosso dall'Università di Genova e dal suo Centro Sicurezza, Rischio e Vulnerabilità, è nato per favorire un dialogo interdisciplinare tra scienze, istituzioni e società civile sulle grandi sfide contemporanee.

È proprio in questa prestigiosa cornice che, nella giornata del 21 maggio, il progetto ADAPTWISE (finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo) ha portato il suo contributo concreto nel panel "Adattamento e civic engagement: il progetto AdaptWise e il Piano di azione climatica alla Spezia".

La forza della partecipazione dal basso L'incontro, moderato dal giornalista Roberto Anselmi, ha visto protagonisti Anci Liguria e il Comune della Spezia, partner chiave del progetto. Il cuore di AdaptWise, infatti, risiede nella capacità di unire la pianificazione tecnica all'ascolto del territorio.

Come ha spiegato la Coordinatrice del progetto per Anci Liguria, Carla Stradolini, l'impegno coinvolge in modo sinergico Corsica, Liguria, Toscana e Sardegna: "L'obiettivo è creare vere e proprie comunità resilienti ai rischi attraverso processi di co-decisione", promuovendo un dialogo costante con le realtà locali e rafforzando l'alleanza tra gli attori in campo, in piena sintonia con gli obiettivi di inVulnerabilia.

Si tratta di un approccio fondamentale per le aree caratterizzate da fragilità intrinseche. Annalisa Cevasco, Direttrice reggente di Anci Liguria, ha ricordato come sul territorio ligure le criticità naturali si sommino agli effetti del clima e a una popolazione mediamente anziana e in situazioni più vulnerabili. In questo contesto, ADAPTWISE si conferma uno strumento prezioso per far crescere le competenze dei Comuni e la sensibilità dei cittadini.

Il caso pilota della Spezia: l'unione tra opere strutturali e misure "soft"

Durante il panel è stato approfondito il caso pilota spezzino, che rappresenta un perfetto esempio di strategia integrata nella lotta al dissesto idrogeologico. La sicurezza di un territorio, infatti, richiede l'azione simultanea su due fronti complementari: le infrastrutture ingegneristiche e la preparazione della comunità.

Da un lato, l'Assessore alla Protezione Civile, Pietro Antonio Cimino, ha illustrato gli imponenti interventi strutturali ("hard") messi in campo dall'amministrazione per mitigare il rischio alluvioni. Tra questi spicca il progetto per un secondo scolmatore per il canale Lagora, un'opera fondamentale – resa possibile anche dalla collaborazione con la Marina Militare – che lavorerà in parallelo a quella esistente per mettere in sicurezza il centro storico.

Dall'altro lato, ed è qui che entra in gioco il ruolo cruciale di ADAPTWISE, vi sono le fondamentali misure "soft". Attraverso il progetto europeo, infatti, il Comune della Spezia sta sviluppando il proprio Piano di azione climatica e promuovendo attività di civic engagement. Questo significa finanziare percorsi partecipativi, informare i cittadini sui rischi del territorio e costruire insieme le migliori strategie di risposta alle emergenze. L'obiettivo di ADAPTWISE è fare in modo che la popolazione sia consapevole e preparata, perché nessuna infrastruttura può considerarsi davvero efficace senza una solida "cultura del rischio" diffusa tra i cittadini.

Il dibattito, che ha ribadito l'importanza di fare rete tra pianificazione tecnica e dimensione sociale, è stato arricchito anche dai preziosi contributi di Ivan Vujica (Funzionario Difesa del Suolo, Comune della Spezia), Stefania Mangano (Università di Genova) e Fabio Giacomazzi (Società Naturalistica Spezzina).